|
Questo paesino appartiene al territorio di Carpignano Salentino e si trova sull'antico asse della via Traiana–Costantiniana. Dall'alto della serra, da cui prende il nome il paese, si vede una grande distesa di ulivi, i laghi Alimini di Otranto ed il mare. Uno dei fiori all'occhiello di questo paese è il palazzo baronale settecentesco. Lo sviluppo interno di questa costruzione rappresenta lo schema classico, con la grande corte, le scuderie situate ai piani inferiori, ed i saloni di rappresentanza ai piani superiori. Parte di questo grande palazzo fu trasformata per volere della famiglia Lubelli in un asilo infantile dove trovavano ospitalità le famiglie più povere, incontrando così l'affetto e la considerazione di numerosi poeti del Salento e non solo. Il luogo continua a parlarci di poesia perché qui si svolge una importantissima manifestazione "l'olio della poesia" che ha echi nazionali ed internazionali in cui la corte riprende l'antico splendore, riempiendosi di gente per una grande serata di festa e di cultura. Nel centro di Serrano si apre un ampio sagrato che offre la possibilità di osservare la splendida facciata della chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio, un edificio sacro che lascia traccia di sé già in tempi molto antichi. La chiesa parrocchiale di San Giorgio è la più importante di Serrano. Il culto di San Giorgio si somma e si unisce a quello di San Leonardo che ritroviamo più volte all'interno del borgo antico. Di questa chiesa si ha notizia in epoca abbastanza remota, tanto da essere menzionata nella visita pastorale di Monsignor Lucio De Morra nel 600, mentre l'edificio che vediamo oggi è stato ricostruito nel XVIII secolo. Le origini di Serrano sono legate alla località di Stigliano. Dell'antico centro, risalente al XV secolo, oggi rimangono solo alcuni resti. Numerose carraie segnano ancora oggi parte del banco roccioso affiorante .Nel 1749 il barone Domenico Salzedo acquistò il feudo disabitato di Stigliano. Qui fece costruire una sua residenza e una chiesa oggi dedicata a Santa Marina a croce greca, con tre altari. Quello maggiore è dedicato alla Santa: nella nicchia tonda, infatti, la si trova raffigurata in un'immagine bizantina con un'iscrizione in caratteri latini. Al di sotto della costruzione dei Salzedo è situata una cripta rupestre al cui interno si trovano una serie di affreschi, alcuni dei quali difficilmente recuperabili.
|