|
RUFFANO: “Si sta aggruppato a cavaliere di piccoli poggi”. Così descrive Ruffano Giacomo Arditi. Ed è veramente così questo paese che si trova: posta su un’altura, il suo centro storico è un vero e proprio merletto. Risale all’origine alla dominazione romana del Salento, quando andò in dono al centurione Rufrus, e fu chiamata Rufrano. Dal V al XI secolo fu scombussolata da una serie di saccheggi e devastazioni barbariche e di popoli che la fecero decadere completamente, finché, nel 1463, passò al principato di Taranto Il feudo di Ruffano appartenne ai Ruffa, ai Colonna, agli Antoglietta, ai Falconi, ai Filomarino e poi ai Brancaccio che lo riunificarono, comprendendo insieme Torre Paduli, Ruffano e Cardigliano. Il nucleo del centro storico presenta una costruione tipicamente meievale, poi rimaneggiata in epoche successive fino al XVIII secolo, con tre porte da'ccesso e un nucleo chiuso intorno alla sua fortezza. La caratteristica e la bellezza di questo centro storico si estrinseca nella differenza, a volte anche stridente, che c'è tra l' architettura formale del Palazzo nobiliare e le varie sfumature architettoniche che le sono intorno.Per esempio alle spalle della Chiesa c'è una serie di scalinate e archetti pensili che si arrampicano fin quasi alla sommità della stessa. Queste bellezze incastonate in vicoli e vicoletti e case a corte fanno di Ruffano uno dei centri storici più belli e caratteristici di tutto il Salento. La Chiesa Madre di Ruffano, di impianto cinquecentesco, fu finita di edificare nel 1712 ed è dedicata alla natività di Maria Santissima Vergine. Molto importante nella sua struttura architettonica tardo barocca, ha anche degli arredi bellissimi: ci sono mirabili dipinti di un pittore locale, Saverio Luigi Lillo che, nato nel 1736 proprio a Ruffano, ebbe modo di avere la committenza per dipingere le tele di questa Chiesa. In due tele Lillo dipinge il suo autoritratto: in quella raffigurante Gesù che caccia i profanatori dal Tempio ed in quela del Miracolo di Sant’Antonio e la conversione dell’eretico, in cui lui appare sempre nudo ma inginocchiato e quindi come credente. La Chiesa matrice di Ruffano è uno scrigno di immensi tesori. Tesori artistici che si vedono tutto intorno alle pareti d questa Chiesa, nella stessa costruzione, nell’impianto e nell’altare. Oltre alle già citate tele ricordiamo gli altari in stile tardo barocco di una esecuzione perfetta e finissima. Per esempiol’altare della Beata Maria Vergine mostra la statua della Madonna col Bambino e, racchiusa in formelle scolpite in tenerissima pietra leccese la vita di Maria. Un grandissimo capolavoro è anche l’altare del Santissimo Sacramento. Bellissime le colonne tortili, le due statue ai lati e la tela incorniciata all’interno che riprende, appunto, lo stile e la bellezza della grande tradizione della pittura barocca salentina. All'interno della Chiesa, da notare èla statua di S.Antonio da Padova (patrono della città) interamente in argento e donata con ex-voto da un notabile della città, quando S. Antonio salvò dalla morte la sua bambina. Ruffano era divisa in due feudi: Ruffano e Torre Paduli. apparteneva a Maria d’Enghien. Nel 600, una nobile famiglia napoletana, quella dei Brancaccio, acquistò entrambi i feudi e li riunì sotto il feudo di Ruffano. La famiglia dei Brancaccio riedificò e riadattò anche quello che era l’antico castello, l’antica rocca di Ruffano. Si vedono ancora, in fatti, le armi dei Brancaccio sul portale principale e anche una statua che indica la data del termine dei lavori, iniziati nel 1626 e terminati nel 1654. Una delle tante particolarità di questo stupendo palazzo è il riadattamento quasi totale del cortile interno che da austero cortile di un maniero, adatto alla difesa e a fare da piccola piazza d’armi, diventa un cortile sfarzoso e riccamente ornato.
|