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MIGGIANO: Da visitare la Chiesa della Madonna del Carmine, testimonianza della presenza dei carmelitani a Miggiano. La cappella, risalente al XVII secolo che oggi vediamo, faceva parte del più grande edificio che era il convento dei carmelitani, soppresso quando vennero soppressi tutti i conventi minori. La devozione da allora si indirizzò più verso Santa Marina (rappresentata proprio nella cappella) che verso la Madonna del Carmine. La raffigurazione di Santa Marina è una raffigurazione abbastanza particolare perché mostra la Santa che impugna un martello e schiaccia il drago. Il martello indica la pazienza e il drago le malelingue che riuscì a sopportare, perché la storia di Santa Marina è molto particolare. Si dice infatti che la Santa abbia vissuto sotto mentite spoglie tutta la vita fingendo di essere un monaco e le malelingue la accusavano addirittura di aver sedotto delle donne concui aveva a vuto dei figli. Lei però non rivelò mai il segreto, e solo dopo la morte si scoprì che in realtà era una donna. Fino a qualche tempo fa c'era il sospetto che in questa chiesa fosse nascosto un tesoro. Così cominciarono dei lavori di ristrutturazione che portarono alla luce una cripta che conserva un bellissimo affresco, forse ve ne erano degli altri che oggi non ci sono più. È la cripta dedicata a Santa Marina. Anche se non si vede del tutto questa è una delle poche testimonianze nel Salento di una dormitio virginis in una cripta. La cripta era molto più grande di quello che si vede oggi. Vi è un piccolo ossario, anzi neanche tanto piccolo, continuando a scavare. Questa cripta, infatti, continua ed è contigua ancora oggi al cimitero di Miggiano.Questa situazione ci svela come i monaci italo-greci fossero diramati sul territorio salentino e avessero occupato anche questi piccoli centri a economia prevalentemente agricola e pastorale. Quindi una diffusione sul territorio che aveva permeato profondamente la cultura salentina. Cosa particolare è vedere come si sono mantenute queste tradizioni, in particolare la fiera di Miggiano, la terza domenica di ottobre in cui si serve il maiale e la verdura lessa, che era la fiera più importante del Salento e una delle più importanti di tutto il sud. Si pensi che richiamava gente non solo dalla Puglia ma anche delle altre regioni, addirittura dalla Grecia all’Albania e ci venivano popolazioni slave. Era un’occasione importantissima per gli scambi.
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