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Marine di Narḍ E-mail

MARINE DI NARDO': Le marine di Nardò sono uno dei tratti di costa più belli del Salento. Nascondono tanti segreti, nascondono un itinerario molto bello che si snoda tra torri costiere e baie bellissime.

Fin dall’antichità, in terra d’Otranto furono innalzate delle torri di difesa sulla costa. Così fecero i Romani e poi i Normanni ma fu proprio dell’epoca svevo-angioina, una reale forma di difesa con fumo di giorno e fari di notte che avvistavano le navi che si avvicinavano alla costa. Il XV secolo è un periodo in cui il Mediterraneo è in grande subbuglio. I turchi, nel 1453, conquistano Costantinopoli e quindi muore l’Impero di Bisanzio e nel 1480 c’è il sacco di Otranto da parte dei turchi che diventano il terrore delle popolazioni rivierasche che così cominciano a temere e a volere delle fortificazioni.

Le quattro colonne, insieme a Torre del lido e Torre dell’alto, costituivano questo grande sistema difensivo. In particolare qui, con questo grosso e severo fortilizio si proteggeva quello che era un importante approdo. Bisognava infatti proteggere una fontana, fonte preziosa d’acqua per i naviganti. Ma soprattutto, il piano organico, voluto da Pedro Afan de Ribera, consisteva nel difendere una costa che insisteva su un entroterra ricchissimo. Ricchissimo ancora oggi di antiche masserie e di luoghi di produzione molto ambiti, soprattutto da predoni e pirati turchi.
Vi è una leggenda che dice che da Torre dell’alto, chiamata anche Torre maledetta, uno dei Duchi Acquaviva, feudatari di Nardò, un giorno, proprio per sporgersi a guardare questi navigli, cadde giù e trovò la morte. Un’altra leggenda riguarda ancora le quattro colonne. La leggenda vuole che, il torriero prese sonno in una serata limpida e col mare calmo, proprio quando sbarcavano i turchi. I turchi sbarcarono, lui non riuscì a dare l’allarme consueto con i fuochi, lo sparo di mortaretti  e colpi di colubrina. I turchi entrarono nell’interno e fecero una grande devastazione nelle campagne dei dintorni arrivando sin quasi a Nardò.Il terriero disperato, pregò così tanto che quella nave, che aveva compiuto un misfatto tale, uccidendo tante popolazioni inermi, fosse inabissata nel mare che il suo desiderio venne esaudito. Un grosso temporale inghiottì l’intero naviglio, l’intera piccola flotta dei turchi.

Tutta la fascia costiera delle marine di Nardò presenta interessantissimi, importantissimi siti che dimostrano reperti databili dal paleolitico, al neolitico, al neolitico superiore fino all’età del bronzo. Uno degli insediamenti più importanti d’Italiaè sicuramente la “Baia d’Uluzzo
Invece, a Serra Cicoria, proprio recentemente (nel ’98), sono state scoperte le nuovi siti di epoca neolitica che sono ancora lo studio (i dati non sono ancora definitivi). Tutta questa zona sarà sicuramente un parco archeologico in un futuro molto prossimo, promette di dare altri interessantissime informazioni sulle origini dei salentini.

La zona di Porto Selvaggio è una delle più belle e spettacolari del Salento. È un parco con una torre che domina dall’altura il mare e tutta la zona circostante, piena di grotte, alcune sommerse, altre emerse e importantissime per l'interesse archeologico che suscitano. Per esempio la “Grotta del Cavallo” , una grotta interessantissima, è ancora in fase di studio e mostra una frequentazione dal paleolitico medio al superiore.
Un luogo bellissimo, incontaminato, in cui, secondo tradizione si veniva a fare il bagno perché le numerosissime sorgenti di acqua dolce che confluiscono nel mare(tutte sotterranee, non si vedono se non ci si immerge) rendevano queste acque particolarmente ossigenate e, secondo la tradizione di questa zone, curative.

Santa Maria al Bagno è una frazione di Nardò, ed è una località balneare molto conosciuta ed apprezzata. Lodata e utilizzata anche dai romani e, fino al Medioevo, una stazione balneare importantissima.

Tra Nardò e la costa ionica c’è una frazione che si chiama Cenate. Il nome deriverebbe da un’uva particolare che si chiama “acenata". Il termine si è poi trasformato in “cenata” e adesso il luogo comune crede che “cenate” sia un nome derivato dal fatto che qui ci sono delle ville stupende, dove i signori, del medio e dell’alta borghesia locale, solevano fare grandi banchetti e grandi ricevimenti.
Cenate è una zona bellissima, con molte ville che si sviluppano longitudinalmente e che hanno tutte parchi immensi. Si può dire che come luogo di villeggiatura, le cenate siano antecedenti ai luoghi come Santa Cesarea e Leuca, perché già nel 600 compaiono le prime ville.
Oggi si possono ancora ammirare ville molto ben conservate, perché l’edilizia contemporanea si è sviluppata più verso le marine. Questa zona si presenta quindi come un’oasi, dove passeggiare tra le ville neoclassiche, arabeggianti e comunque sempre con parchi pieni di bellissimi alberi.

 

 
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