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Le ville eclettiche di fine '800 a Lecce |
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Pagina 1 di 2 Esiste una Lecce diversa, una Lecce che forse conosciamo di meno di quella barocca. Alla fine dell’800 e nascono le ville di tipo eclettico. Fino ai primi dell’800 Lecce era cinta dalle mura di Carlo V fatte erigere nel 1539 ad opera di Gian Giacomo dell’Acaia; oltre tali mura c’erano degli orti e i giardini messi appositamente per le passeggiate extra moenia dei leccesi .Tra le mura di cinta e questi giardini c’erano dei fossati usati come discariche pubbliche, che facevgano parte del demanio della città. A partire appunto dai primi decenni dell’800 cominciano a farsi delle brecce nei muri di cinta di Lecce e si cominciano a costruire le prime ville. Solo alla fine, nel 1888, però, il Comune decise di vendere questi suoli demaniali ai cittadini privati con due obblighi: quello di costruire delle ville che avessero sui tre lati il giardino, e quello di non avere muri di cinta ma solo ringhiere, in modo che la passeggiata dei leccesi non andasse persa. Si iniziò così ad edificare nei dintorni del nucleo più antico della città, abbattendo prima una parte delle mura e iniziando così questo rinnovamento dell’aspetto della cinta di Lecce. In tal modo alposto delle mura fioriscono palazzi e ville, che mostrano una rinnovata idea e un rinnovato amore per il gusto dell’abitare in città. In alcuni casi, come nel caso del Palazzo Vernasse che è del 1820, le linee sono ancora severe, non si vede ancora quell’accenno che farà fiorire nel volgere di 50, 60 anni, quindi nella seconda metà dell’800 tutto quello che è l’insieme di Palazzi e ville Liberty e art nouveau. In contrada Beccherie Vecchie, ovvero la parte di Lecce che va da Porta S. Biagio verso sud-est nasce, la prima casa eclettica voluta dal Senatore Martini che è considerato un vero e proprio mecenate; inizia infatti questa villa nel 1887 riuscendo a dare lavoro a moltissimi leccesi: i lavori siprotrassero infatti per più di un anno.È di stile moresco con finestre con archi a ferro di cavallo al primo piano e un arco del portone vagamente inflesso; poi ci sono archi bizantini al secondo piano che chiudono le aperture.La frase che è situata proprio in cima alla casa è in caratteri arabeschi e dice “Allah è l’unico dio” ed è una concessione allo stile della casa. Si dice che quando passò Umberto I che fece la visita a Lecce nel 1888 questo miniano fosse addobbato maestosamente, tanto che lo stesso re ne fu colpito.
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