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GALLIPOLI: Da Nardò dirigiamoci a Gallipoli; la città ionica ci attende al suo ingresso con la stupefacente fontana rinascimentale che con le sue figure mitologiche, esaltà le virtù purificatrici dell'acqua contro quelle devastatrici delle passioni umane. Un ponte lega l'isoletta dove è adagiato l'abitato, alla terraferma. A sinistra ci appaeril il Castello che controllava quest'unico accesso alla città ma anche tutta la riviera di scirocco. Tutta la città era racchiusa da alte mura che quasi ne nascondevano il profilo. L'edificio più importante è la Cattedrale costruita tra il 1629 e il 1696 (facciata); nela fabbrica ruoli diversi ma determinati ebbero i gllipolini Scipione Lachibari, Francesco Bischetimi e lo scultore Giovanni Bernardino Genuino che fornì alcuni disegni; all'intervento dello Zimbalo è affidata la parte superiore della facciata. L'interno è uno dei più importanti dell'architettura dell'epoca, specialmente per il ruolo assegnato alla decorazione pittorica. Gran parte delle tele degli altari delle navate laterali sono dei pittori gallipolini Giovanni Domenico Catalano, e Giovanni Andrea Coppola. A partire dai primissimi anni del '700 la chiesa, grazie alle cure del vescovo Oronzo Filomarino, è dotata ancora di grandi tele opera di Nicola Malinconico e del figlio Carlo: quest'impersa pittorica è importante perchè "indicò un'altra via alla senografia, alla magniloquenza, alla decorazione barocca che non fosse quela degli altari e degli scultori ma anche quella dei pittori". Oltre alla Cattedrale il nucleo antico conserva numerose altre chiese: ricordiamo quella di S.Angelo con una doppia scalinata in facciata costruita nel 1789-90 dai "mastri" Diodato Longo e Giovanni di Vittorio; la chiesa di S. Giuseppe con notevoli pitture del Catalano, quella di S. Teresa iniziata nel 1687 e inaugurata nel 1691, provvista all'interno di altari del più "sovraccarico" barocco" locale.

Si consiglia tuttavia di percorrere il perimetro esterno della città sul quale prospettano molte altre chiese tra cui: la chiesa di S. Francesco di Paola; la Chiesa della Purità edificata a metà '600 dalla confraternita dei pescatori: il semplice prospetto non lascia minimamente immaginare l'interno che è uno dei più fastosi essendo integralmente ricoperto, comprese le volte, di tele settecentesche dovute in buona parte al pittore di Muro Leccese Liborio Riccio; la seicentesca tela dell'altare marmoreo è opera di Luca Giordano. Più oltre è la Chiesa conventuale di S. Francesco d'Assisi; qui il famoso Capellone del Malladrone costruito verso il 1680: è così chiamato eprchè conservala terrificante statua dell'evangelico cattivo ladrone di un'espressività talmente marcata da aver influenzato per secoli la fantasia popolare. Più olte ancora la Chiesa del Crocifisso sede dell'omonima confraternita, ricostruita verso il 1740. Accanto è l'imponenete Chiesa conventuale del Rosario costruita tra il 1696 e il 1700 da maestranze provenienti da Martano: l'interno è ad aula ed è provvisto di un'ardita copertura. Segue, infine la Chiesa delle Anime, anche questa di committenza confraternale, realizzata dal 1665 al 1680, dopo u na non breve interruzione, su disegno del religioso gallipolino Carlo Coi, ritenuto anche buon ingegnere in quanto aveva progettato un restauro alle mura e aveva sistemato un acquedotto nella città di Brindisi.

L'edilizia civile più prestigiosa è altrettanto numerosa ed ha, specialmente per quel suo svilupparsi in altezza e nella zona centrale della città, una configurazione tutta propria che la differenzia dalla coeva produzione degli altri centri; tra i palazzi ricordiamo il Palazzo Doxi, quello del Seminario, quello Romito con numerosi busti scolpiti nel piano inferiore; Palazzo Venneri che risale alla prima metà del '600 e il famoso Palazzo Tafuri costruito a metà '700.

Uscendo dalla città, subito dopo il ponte e quasi di fronte alla fontana rinascimentale c'è la Chiesa di S. Maria del Canneto riedificata dopo il 1660; l'interno a tre navate emula in piccolo quello della Cattedrale.

 

 
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