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CANNOLE Una ventina di km a sud di Serrano incontriamo Cannole. Il termine Cannole viene molto probabilmente dal fatto che intorno al paese vi erano, un tempo, numerosi canneti tant'è che, anche nello stemma civico, viene raffigurata una canna svettante. Di certo, sulla storia del paese si sa che insediamenti umani erano presenti nell'età del bronzo come testimonia la presenza del menhir "Santulasi". E' purtroppo scomparso il menhir "Osanna" che era posto lungo la strada per Serrano.Le sue origini sono incerte, due sono le ipotesi; secondo la prima, in seguito all'invasione Araba del Salento verso l'885, un certo Moro, capitano dei Saraceni, per motivi strategici decise di schierare le sue truppe in una zona abbondante di canneti dove sorse il casale di Canola (Cannole). La seconda ipotesi vuole la nascita del borgo intorno al 1100, all'epoca del normanno Guglielmo il Malo, il quale, piombando in Terra d'Otranto, mise a ferro e a fuoco molti villaggi. Alcune famiglie per sfuggire a tale furia si rifugiarono nei canneti dove oggi sorge l'abitato. Documenti affidabili su Cannole ci narrano della sua appartenenza al Principato di Taranto e poi della sua sottomissione ai baroni Personé e poi ai marchesi Granafei. Non si può iniziare a parlare di Cannole senza citare il bellissimo palazzo baronale, edificato dai Granafei. Interessante è il particolare del portale con una svasatura in alto ad ali divergenti, mentre in basso mostra una scarpatura; tutta la struttura presenta un bellissimo bugnato.Tutti gli ambienti si affacciano sulla corte interna che pur non essendo molto grande, risulta essere di pregevole fattura. Interessanti, nella piazza del paese vicino alla chiesa matrice e di fronte al palazzo baronale (l'ex castello), sono i resti dei portici che mostrano come questa piazza fosse utilizzata anche come un piccolo centro commerciale, con i resti del porticato che dovevano, in passato, ospitare i mercanti. Interessantissimo risulta essere anche il centro storico, ricco di case a corte nonchè di numerosi palazzi nobiliari, come ad esempio palazzo Cornacchiulo, che presenta in alto un bel puttino ed una ancora più interessante statua di San Rocco di Torre Paduli accompagnato da un delicatissimo cagnolino. Al suo interno si trova un antico forno di pietra tutt'ora attivo ed utilizzato. La chiesa matrice, dedicata alla Madonna del Rosario, è del XVII sec. Il suo interno è estremamente ricco, tanto da presentare ben sette altari, alcuni più antichi come quello del Crocifisso e quello della Madonna Molto interessante, inoltre è la masseria di Torcito che riprende la serie di masserie fortificate presenti nel Salento. Il corpo centrale, quello della torre, pare sia leggermente più antico. L'area circostante porta i segni dell'auitosufficenza di questa zona, si riscontra infatti la presenza di un frantoio, una neviera, granai e stalle. Da segnalere sicuramente è la famosissima "sagra della municeddhra", che si svolge fra il 10 e il 13 agosto. Inoltre per chi volesse inoltrarsi a fare una passeggiata nelle campagne circostanti potrà lasciarsi inebriare dai profumi della camomilla d'Otranto: una specie endemica dell'Italia meridionale che si può trovare solamente in questa zona del Salento, dale parti di Matera ed in alcune località della Sila.
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